Contatto

Don Carlo de Stasio
Nationaler Koordinator    

         

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8004 Zürich

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5430 Wettingen

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Italiano

Per la pastorale dei fedeli di lingua italiana, vi sono in Svizzera 64 missionari, 60 a tempo pieno e 4 a tempo parziale, in 51 missioni.

Le missioni italofone sono annoverate tra le più anziane e conosciute in Svizzera. Attualmente si contano 51 missioni, quantunque sia da prevedere un calo a causa della carenza di sacerdoti. Molte religiose assumono i compiti pedagogici e sociali. I laici possono adempiere su tre anni un corso di teologia in italiano.

    

   

          

Informazioni di base sul coordinamento delle missioni italofone e situazione nel Paese di provenienza

     

Sviluppo dell'immigrazione
in Svizzera
 

Dati del Paese di provenienza
 (Italia – Wikipedia Stato: 2011)

  • Abitanti                                    60.6 mio
  • Quota di cattolici                       85 %
  • PNL per abitante                       $ 29.392 ( CH  $ 69'838 )
  • Tasso di disoccupazione            8.9 %
       

Storia delle Missioni cattoliche italiane e migrazione 

Nella seconda metà del 19° secolo, comincia la prima ondata di immigrazione degli Italiani in Svizzera. Nel 1860 se ne contano 10.000, nel 1900 ca. 117.000 e nel 1910 già 203.000. Lavorano principalmente per la nuova rete ferroviaria. La cura pastorale viene assunta da sacerdoti italiani, che erano attivi in Svizzera stagionalmente. Il vescovo di Coira, mons. Johannes Fidelis Battaglia, sollecita nel 1896 il Papa Leone XIII° a inviare stabilmente in Svizzera sacerdoti italiani. Attorno al 1900 fu fondata la prima Missione Cattolica Italiana (MCI) come centro di ritrovo degli immigrati italiani e degli Svizzeri italofoni. Accanto alla pastorale ci si prefisse l'allestimento di strutture sociali come asili nido per i bambini degli immigrati, l'organizzazione di eventi sportivi per giovani e l'accompagnamento degli anziani. Giunsero presto i primi missionari per Lucerna, Zurigo, Basilea, Ginevra, Briga, Friburgo, Sciaffusa, San Gallo, Winterthur, Preda e Filisur. Tra di loro si annoverano anche religiose e religiosi. Nel 1903 furono inoltre aperti centri pastorali per gli immigrati italofoni a Coira, Bülach, Zugo, Andermatt, San Moritz, Arbon, Kreuzlingen, Grenchen, Villeneuve e Vallorbe.

Tra le due guerre molti Italiani, anche sacerdoti, hanno dovuto lasciare la Svizzera per compiere il servizio militare in Italia. Rimasero le famiglie, in situazione precaria, di cui si occuparono i sacerdoti rimasti. I pochi missionari rimasti in Svizzera durante la seconda guerra mondiale trovavano molte difficoltà nell'esercitare il loro compito. Immediatamente dopo la seconda guerra mondiale sussistevano solo le Missioni di Losanna, Ginevra, Basilea, Berna, Lucerna e Zurigo.

Dal 1946 al 1987 il numero di missioni salì a 110 a causa della forte immigrazione italiana.

Dopo la seconda guerra mondiale le attività delle Missioni italiane possono essere suddivise in tre fasce:

Primo periodo:
 Gli italiani giungono in qualità di stagionali. Il lavoro missionario concerne in prima linea l'aiuto sociale.

Secondo periodo, 1966 - 1990:
 I sacerdoti hanno più tempo per la cura spirituale. Vengono aperti asili nido e per questo lavoro vengono ingaggiate le suore. La prima assistenza sociale per famiglie fu istituita a Berna. Fu anche introdotto un corso di teologia in italiano per i laici.

Terzo periodo:
 In questo periodo certe missioni sono chiuse o raggruppate.